La mia giornata inizia alle… forse è meglio dire, la mia giornata continua alle 5 del mattino dopo che la sveglia suona dopo appena un’ora e mezza di sonno. Franci ha dormito accanto a me, dopo che ci siamo visti in TV canone inverso.
Devo ammettere che la mattina non inizia nel migliore dei modi perché non appena apro gli occhi vengo assalito da un magone e altri 2000 dubbi: cosa ci sto andando a fare a New York solo?? (Più tardi nella metro troverò un cartellone gigante con scritto “Who are you??”, What do you do HEREEEE??!?”…eccheccazzo!). Era il momento giusto considerato che sono sotto spese (anche facendo economia al max, comunque un po’ di soldi se ne vanno)? E poi, come se non bastasse, mi sono improvvisamente reso conto di quanto mi sarebbe mancata Franci.
Comunque, alla fine non torno sui miei passi e salgo sull’aereo per Roma (la tentazione di rimanere è stata davvero forte…Gonzo sostiene che sia paura dell’ignoto e, forse, ha ragione)…
Insomma a Roma arrivo al gate mezz’ora prima della partenza del volo per NY e non c’era manco un cane… La cosa cominciava a puzzare ma, speranzoso, ho fatto valere la mia tessera Ulisse e sono andato a fare il VIP (Very Ignorant People) nell’omonima saletta.
Dopo un po’ ho scoperto che l’assenza di persone era giustificata da 2 ore di ritardo…bastardiiii!!!
Poco dopo la partenza, comincio ad avvertire non indifferenti pulsioni alla vescica e corro in bagno. Ho atteso due ore che venisse liberato ed esce una piccola vecchina, talmente bianca da sembrare eterea. La guardo commosso e uno vuoto d’aria la stava per spiaccicare sul soffitto. Finalmente si toglie di mezzo ed entro in bagno… Ma come può, un essere dall’apparenza talmente indifeso, lasciare una puzza così mefitica in bagno?!?!?!… Resistendo ai conati di vomito riesco a trovarlo e a fare pipì.
Mi seggo al mio posto e trovo un tizio raggomitolato tipo Sonic. Penso, mischino sarà down… invece era solamente curvo su se stesso a leggere un libro.
E’ rimasto in questa posizione per tutto il viaggio e ne ho approfittato per usarlo come tavolino per il pranzo.
In fase di atterraggio i vuoti d’aria mi hanno fatto quasi vomitare quel (poco) che avevo mangiato.
Uscito dall’aereo capisco che sono effettivamente in America dalle dimensioni dei culi delle donne poliziotto che ci osserva.
Alla dogana Arnold mi controlla il passaporto e tutto sorridente mi scheda prendendo impronte digitali e fotografia (pure questa digitale ma significa un’altra cosa) come se mi dovesse inserire nel suo album di famiglia.
La metropolitana dal JFK ad Amsterdam Avenue è interminabile.
Durante le varie fermate succedono le seguenti cose:
- Entra Arnold
- Una donna di 30 Kg picchia il marito di 130 Kg
- Entra Arnold
- Un gigante di due metri e wee-man si esibiscono in un rap cercando di uccidere più gente possibile
- Un tizio esce d una sacca DVD in vendita che spaccia per backup originali
- Entra Arnold. Ora ce ne sono almeno 3
- La mia vicina di posto mi perfora il timpano con dedizione e costanza parlando amorevolmente con la sua amica 4 vagoni più in fondo.
Prima di partire in metro gli inservienti mi hanno chiesto se avevo bisogno di aiuto (avranno capito che vengo dalla terronia). Ho detto di si e che dovevo andare ad Amsterdam Av. Mi rispondono in modo incomprensibile e scoppiano a ridere. Rido anche io pensando che il sogno americano esiste davvero.
Nonostante abbia lisciato la fermata giusta, alla fine sono riuscito a trovare l’ostello. Il posto pare pulito e ben organizzato anche se mi rendo conto che io non sono tipo da ostello. Ancora non ho conosciuto i miei compagni di stanza. Credo che ci sarà almeno un Arnold.
La sorpresa più bella è stato il collegamento Wi-Fi Gratis che mi permettà di non dilapidare il mio esiguo patrimonio in telefonate (una telefonata di 60 secondi mi è costata 4 euro)!
Domani andrò a cercare una macchina fotografica…