Archivio perViaggio

M.o.M.a Freezer

ghiaccio

Giornata un po’ piatta oggi, dedicata quasi interamente all’ozio.

Ho trascorso l’intera mattina a girovagare per le stanze bianche e asettiche del MoMa, Museum of Modern Art. Un posto bellissimo con opere mozzafiato in cui bisogna soffermarsi almeno 20 minuti in contemplazione e altre che sembrano essere uscite dalle nerborute mani di Tanuzzu u’ quarumaru.

Il MoMa è assolutamente da visitare se si viene a New York ma forse, complice le grandi aspettative che avevo, non mi ha entusiasmato incredibilmente. Ricordo che la Tete Gallery di Londra l’ho trovata molto più avvincente.

La struttura dispone le opere su 5 piani, con saloni spaziosi e ordinati in cui i quadri e le sculture vengono esaltati dalla linearità e semplicità delle pareti.

All’ingresso, per chi vuole, consegnano gratuitamente una audioguida, che accompagna il visitatore per tutto il museo.

La temperatura simpaticamente impostata dentro il museo è di circa -30 gradi, per il confort degli orsi polari,abituali visitatori del museo.

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Alla fine del tour i miei piedi e il mio stomaco hanno implorato pietà e dall’alto della mia magnificenza, gli ho concesso un pasto a base di Kebab d’agnello su una panchina di Central Park.

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Compagni fantasma

fantasma

Da quando ho messo piede in ostello non avevo conosciuto ancora i miei compagni di stanza perché mi vado a coricare sempre per ultimo e mi alzo per primo. Un po’ questa cosa mi dispiaceva dal momento che non potevo sfoggiare il mio inglesiondo però non del tutto… Avevo il dubbio che forse era meglio che le cose andassero in questo modo.

Insomma, oggi ho conosciuto uno degli altri 3 occupanti (la prossima volta che vado in ostello mi affitto tutti i letti così mi costa più dello Sheraton però posso fare quello che lo Sheraton lo snobba).

Questo è un tipo mingherlino ma alto e da quella cloaca credo di aver capito che è una specie di Germanolandese. Dopo questa affermazione mi ha già fatto antipatia e poi ho pure scoperto che capisce e parla l’italiano così avrà capito tutti i miei “ma chi ci riri ‘a…”

Dopo questa bella presentazione ha concluso con uno splendido scorreggio (gli sarà scappato, in realtà). E’ diventato tutto rosso e cominciato a sparare una raffica senza fine di Sorry.

Continuo a non capire cosa mi abbia dato più fastidio: se la puzza o i Sorry.

Arrivai…

La mia giornata inizia alle… forse è meglio dire, la mia giornata continua alle 5 del mattino dopo che la sveglia suona dopo appena un’ora e mezza di sonno. Franci ha dormito accanto a me, dopo che ci siamo visti in TV canone inverso.

Devo ammettere che la mattina non inizia nel migliore dei modi perché non appena apro gli occhi vengo assalito da un magone e altri 2000 dubbi: cosa ci sto andando a fare a New York solo?? (Più tardi nella metro troverò un cartellone gigante con scritto “Who are you??”, What do you do HEREEEE??!?”…eccheccazzo!). Era il momento giusto considerato che sono sotto spese (anche facendo economia al max, comunque un po’ di soldi se ne vanno)? E poi, come se non bastasse, mi sono improvvisamente reso conto di quanto mi sarebbe mancata Franci.

Comunque, alla fine non torno sui miei passi e salgo sull’aereo per Roma (la tentazione di rimanere è stata davvero forte…Gonzo sostiene che sia paura dell’ignoto e, forse, ha ragione)…

Insomma a Roma arrivo al gate mezz’ora prima della partenza del volo per NY e non c’era manco un cane… La cosa cominciava a puzzare ma, speranzoso, ho fatto valere la mia tessera Ulisse e sono andato a fare il VIP (Very Ignorant People) nell’omonima saletta.

Dopo un po’ ho scoperto che l’assenza di persone era giustificata da 2 ore di ritardo…bastardiiii!!!

Poco dopo la partenza, comincio ad avvertire non indifferenti pulsioni alla vescica e corro in bagno. Ho atteso due ore che venisse liberato ed esce una piccola vecchina, talmente bianca da sembrare eterea. La guardo commosso e uno vuoto d’aria la stava per spiaccicare sul soffitto. Finalmente si toglie di mezzo ed entro in bagno… Ma come può, un essere dall’apparenza talmente indifeso, lasciare una puzza così mefitica in bagno?!?!?!… Resistendo ai conati di vomito riesco a trovarlo e a fare pipì.

Mi seggo al mio posto e trovo un tizio raggomitolato tipo Sonic. Penso, mischino sarà down… invece era solamente curvo su se stesso a leggere un libro.

E’ rimasto in questa posizione per tutto il viaggio e ne ho approfittato per usarlo come tavolino per il pranzo.

In fase di atterraggio i vuoti d’aria mi hanno fatto quasi vomitare quel (poco) che avevo mangiato.

Uscito dall’aereo capisco che sono effettivamente in America dalle dimensioni dei culi delle donne poliziotto che ci osserva.

Alla dogana Arnold mi controlla il passaporto e tutto sorridente mi scheda prendendo impronte digitali e fotografia (pure questa digitale ma significa un’altra cosa) come se mi dovesse inserire nel suo album di famiglia.

La metropolitana dal JFK ad Amsterdam Avenue è interminabile.

Durante le varie fermate succedono le seguenti cose:

  1. Entra Arnold
  2. Una donna di 30 Kg picchia il marito di 130 Kg
  3. Entra Arnold
  4. Un gigante di due metri e wee-man si esibiscono in un rap cercando di uccidere più gente possibile
  5. Un tizio esce d una sacca DVD in vendita che spaccia per backup originali
  6. Entra Arnold. Ora ce ne sono almeno 3
  7. La mia vicina di posto mi perfora il timpano con dedizione e costanza parlando amorevolmente con la sua amica 4 vagoni più in fondo.

Prima di partire in metro gli inservienti mi hanno chiesto se avevo bisogno di aiuto (avranno capito che vengo dalla terronia). Ho detto di si e che dovevo andare ad Amsterdam Av. Mi rispondono in modo incomprensibile e scoppiano a ridere. Rido anche io pensando che il sogno americano esiste davvero.

Nonostante abbia lisciato la fermata giusta, alla fine sono riuscito a trovare l’ostello. Il posto pare pulito e ben organizzato anche se mi rendo conto che io non sono tipo da ostello. Ancora non ho conosciuto i miei compagni di stanza. Credo che ci sarà almeno un Arnold.

La sorpresa più bella è stato il collegamento Wi-Fi Gratis che mi permettà di non dilapidare il mio esiguo patrimonio in telefonate (una telefonata di 60 secondi mi è costata 4 euro)!

Domani andrò a cercare una macchina fotografica…

$ vs €

Assicurazione Medica

Considerato che per una puntura di antistaminico i “meravigliosi” ospedali americani ti chiedono almeno 1500$, credete che sia il caso stipulare una assicurazione sanitaria?

Ma con chi? I candidati sono www.viaggisicuri.com e www.elvia.it. Credo che alla fine sceglierò la prima delle due anche se ci sono alcune clausole sul non rimborso che non mi convincono:

1) Guerra, invasione, ostilità.

Cazzo, vado in America…una guerra non è da sottovalutare…

2) radiazioni ionizzanti, o contaminazioni per radioattività

Uhm….. E se volessi diventare un supereroe?

3) Perdita, distruzione o danno causati direttamente dalle onde d ‘urto causate da velivoli e altri dispositivi aerei che viaggiano a velocità sonica o supersonica.

Che palle!

4) Perdita permanente dovuta ad amputazione fisica di una mano o di un piede all’altezza o al di sopra del polso o della caviglia, o perdita totale e permanente dell’uso di un’intera mano o braccio o di un intero piede o gamba, o perdita totale e irrecuperabile della vista di uno o di entrambi gli occhi.

….uhm… questo spero che non si verifichi… :D

Un Palermitano a New York?

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Manca poco più di un mese alla mia partenza per New York, meta del mio “viaggio spirituale”…

E’ il primo viaggio che faccio da solo e, anche se un po’ mi spaventa, sarà sicuramente una esperienza interessante e formativa
In ogni caso ho deciso di aprire un piccolo blog dove, con cadenza giornaliera (spero), vi racconterò di New York vista in chiave Palermitana.

Ni viriemu a Niù Iorc!